Chi Siamo

Gruppo MTBLa Società Ciclistica Chies d'Alpago fu fondata circa trent'anni fa (a metà tra gli anni '80 e gli anni '90) e si caratterizzò subito nell'ambiente italiano delle due ruote per l'attenzione rivolta in modo esclusivo alla mountain-bike.

Scintilla ispiratrice della sua costituzione fu il comune interesse di un gruppo di giovani ragazzi, tutti residenti nell'Alpago, verso l'allora nuova disciplina del ciclismo che in quel periodo storico stava compiendo i suoi "primi passi sportivi". E poco importò loro che la mountain-bike in quegli anni fosse considerata dall'ambiente ufficiale del ciclismo come attività atipica, abbastanza stravagante, troppo distante dall'ortodossia del ciclismo su strada e su pista, ed anche diversa dal ciclocross (del quale in qualche modo poteva essere considerata "lontano parente"), troppo eccentrica, "troppo libera" nelle sue regole, nel suo contesto ambientale e nelle sue modalità esplicative.  Anzi fu proprio l'alea di "novità caratteriale" a stimolare quei giovani ad entrare in questo nuovo mondo della bicicletta, affascinante e tutto da scoprire, affiliando il club alla Federazione Ciclistica Italiana, così da seguire con tutti i crismi dell'ufficialità e "da addetti ai lavori", lo stimolante fenomeno sportivo.

Tra l'altro in quegli anni, sul mountain bike si conosceva ben poco e quel poco scaturiva da quanto si poteva apprendere (in modo spesso mitizzato) su alcune riviste straniere, specie americane, che si occupavano di sport estremi: ma pur senza testimonianze dirette e solo leggendo i testi di articoli avvincenti ed osservando fotografie sempre eccentriche ed affascinanti, emergeva  chiaramente che i segni caratteristici di questa disciplina erano quelli di una attività molto in sintonia con il concetto di avventura, molto attraente per chi amava muoversi liberamente, librarsi in mezzo alla natura senza vincoli e soprattutto lontano dai pericoli e dai veleni della strada.

Vivendo in una zona ove proprio la natura, il verde, la montagna rappresentano gli elementi principe dell'esistenza della sua popolazione (...anche perché proprio su essa sono fondate la maggior parte delle attività della vita quotidiana, anche in termini di sviluppo e di economia), il forte connubio con la mountain bike fu per i ragazzi dell'Alpago spontaneo, immediato, anzi, per usare una terminologia più precisa, "ovvio".

La coincidenza temporale tra la nascita della SC Chies d'Alpago coi primi passi ufficiali della mountain-bike nel contesto del movimento ciclistico nazionale ed internazionale ha consentito al club stesso di percorrere in modo parallelo e contemporaneo l'itinerario evolutivo del ciclismo off-road di vita, un cammino straordinario e molto dinamico che, per quanto riguarda l'MTB l'ha trasformato da attività sportiva pionieristica per pochi eletti a disciplina olimpica tra le più seguite, nonché a contare oggi decine di milioni di praticanti nel mondo.

Pur con le dovute ovvie differenze, anche la SC Chies d'Alpago ha registrato in questi suoi primi trent'anni di vita una crescita esponenziale, quantomeno sul piano organizzativo. Infatti, dopo i primi passi iniziali ove diede vita a manifestazioni nell'ambito del territorio veneto (dimostrando da subito "di saper far bene le cose"), nel 2001 ebbe un primo riconoscimento importante, quando fu incaricata dalla Federciclismo ad allestire i Campionati Italiani Assoluti.

Il consenso registrato in quella occasione diede la convinzione necessaria ai suoi dirigenti di essere in grado di fare, già a partire dall'anno successivo, il grande salto nel contesto internazionale. Ed infatti la SC Chies d'Alpago realizza dall'ormai lontano 2002 la MTB ALPAGO TROPHY, la sua "gara ammiraglia" che per la qualità tecnica del suo percorso e la particolare valenza organizzativa, ormai ha acquisito un posto di prestigio nel Calendario Mondiale Crosscountry della UCI, Unione Ciclistica Internazionale.  

Nove anni fa il riconoscimento alle capacità organizzative del club ha avuto concreta testimonianza con l'incarico assegnatogli dalla UEC- Unione Europea Ciclismo - di allestire i Campionati Continentali MTB e Marathon 2006, una edizione di cui ancora oggi si ricorda e si apprezza la qualità tecnica e l'atmosfera molto stimolante che ha accolto tutti i suoi protagonisti, biker, tecnici, dirigenti e giornalisti.

E' giusto sottolineare che l'attenzione e la professionalità che la SC Chies d'Alpago dedica al ciclismo fuoristrada non si limita alla sola organizzazione di competizioni e di grandi eventi agonistici: tutto il suo operare è fondato su una visione molto più ampia che, pur avendo nel segmento sportivo l’elemento di maggiore di visibilità, coinvolge in modo diretto anche gli altri diversi aspetti (culturali, ambientali, sociali, turistici ed economici) che sono propri di questa meravigliosa specialità delle due ruote. In questa specifica concezione va letta, ad esempio, la realizzazione del Circuito permanente di MTB in località Monte Cavallo, inaugurato nell’agosto del 2009:  si tratta di un vero e proprio campo scuola per le attività giovanili, ma utilizzabile anche come valida pista di allenamento per tutti i praticanti dell’offroad, sia agonisti che amatori. La struttura è stata realizzata tenendo conto dei più avanzati criteri della tecnologia ed è stata disegnata in modo tale che su di essa possano essere effettuati una svariata gamma di test atletici, tecnici e di abilità, ormai punti fissi dei piani d’allenamento dei bikers di ogni categoria.

Ricordiamo inoltre che oltre al cross-country da più di un quinquennio la SC Chies d'Alpago si interessa con particolare attenzione alla disciplina del Trials, dando in tal modo un contributo non indifferente allo sviluppo della specialità in Italia.

Professionalità, specializzazione, attività tecnicamente qualificata: pur essendo questi gli elementi caratterizzanti della SC Chies d'Alpago riconosciuti in ambito ciclistico sia in Italia che all'estero, il principio ispiratore del club in questi trent'anni si è sempre fondato, senza mai registrare un momento di flessione, sullo spirito di entusiasmo, di spontaneità, di volontarietà che ha sempre animato l'azione dei suoi protagonisti. La passione, la curiosità e la voglia di fare dei suoi soci sono sempre quelle che negli anni 80 spinsero alcuni di loro a creare un club esclusivamente mirato alla MTB, doti che si sono protratte nel tempo e che sono state fatte proprie anche dai nuovi soci che si sono aggregati durante questo lungo cammino sportivo.

E tutto ciò, non bisogna dimenticarlo, a prescindere dai meriti e dalla passione delle persone è stato possibile grazie ad una situazione ambientale estremamente favorevole: quel “meraviglioso lembo di terra” che si chiama l’Alpago e che, in modo così spontaneo e naturale, rappresenta il “luogo ideale” per la mountain bike.