L'orgoglio di un intero territorio

Il circuito MTB cross-country di Lamosano: un valore che va oltre l'ambito sportivo

Un luogo ove si svolge attività sportiva, qualunque essa sia, è per dovere civile e sociale da considerare un bene da proteggere, da mantenere e da curare. Si tratta di un principio sano, logico e doveroso, valido sia se tale luogo è contenuto in spazi specifici e definiti, quindi più propriamente classificato come "impianto sportivo", sia se è un luogo che probabilmente ha altre finalità primarie d'uso quotidiano, ma che in certi momenti o periodi, per le sue peculiarità strutturali o ambientali, può essere utilizzato per la pratica di una qualsiasi disciplina sportiva. Tra l'altro questo tipo di aree non sempre è demaniale o consortile, e quindi d'uso pubblico, ma spesso è "proprietà privata", magari parcellizzata e appartenente a diversi soggetti, per cui bisogna chiedere di volta in volta l'autorizzazione all'uso, in modo gratuito o anche a pagamento.  

Però, qualunque sia la natura e gli aspetti giuridici che ne derivano, rimane fermo il fatto che la loro implicanza, pur se non a tempo pieno con lo sport, dovrebbe far scattare il discorso della "tutela" e della "buona conservazione". Per motivi sportivi innanzitutto, ma anche per motivi sociali, culturali, economici e d'immagine riguardanti il territorio ove essi sono collocati.

Nel mondo dello sport c'è un esempio eclatante in tal senso: riguarda una corsa ultracentenaria francese di ciclismo su strada professionisti, la classicissima Parigi Roubaix, e più in particolare il tratto finale al confine con il Belgio dove si trovano 28 tratti di pavé da percorrere fino all'arrivo. Il pavé (che altro non è che "un tratto di strada a selciato") rappresenta il simbolo di questa gara, l'elemento "spezza gambe" che mette a dura prova i corridori, tant'è che la gara è denominata "l'inferno del nord". Questi tratti, caratteristica prima della corsa, sono difesi, protetti e tutelati per tutto l'anno in attesa del fatidico giorno in cui appunto passa la corsa. Addirittura c'è una legge di Stato, congiunta del Ministero dell'Ambiente e di quello della Cultura francesi che ne impone la conservazione. Tutto ciò, ripetiamo, per motivi sportivi, sociali, culturali, economici e di immagine.

Da noi in Alpago c'è un caso analogo, il Circuito MTB CrossCountry di Lamosano, meno noto ai media del pavè della Roubaix, non certo tutelato da disposizioni legislative (ne comunali ne  intercomunali), ma la cui cura e conservazione costante e periodica è garantita da un principio ancora più importante: l'orgoglio dell'appartenenza da parte di chi vive in quel territorio di poter vantare una delle location per la bici off-road più importanti del Continente Europeo. Un "luogo di sport" che si articola e attraversa non solo spazi demaniali, ma anche tanti terreni di proprietà privata, adibiti per tanti mesi all'anno ad altri fini (agricoli o pastorizia). Terreni che pur se privati, da ormai più di vent'anni sono resi disponibili dai rispettivi proprietari, senza un batter di ciglia, in modo totale almeno dieci giorni l'anno, solitamente in primavera, in occasione della manifestazione internazionale MTB Alpago Trophy, e soprattutto accessibili con periodicità di almeno ogni due mesi ai volontari della SC Chies d'Alpago per permettere loro di effettuare la pulizia ed il controllo del terreno, ove è previsto l'articolarsi del tracciato di gara..

Per tutti noi per noi dell'Alpago quella somma di tanti spazi inseriti in proprietà, demaniali o private,  garantiscono l'esistenza di un "bene comune" adibito allo sport, che è giusto proteggere, curare e preservare periodicamente e non solo quando ogni anno realizziamo il nostro "classico" impegno sportivo. Un vero e proprio "bene comune", che proprio in virtù di questo suo utilizzo, appartiene a tutto il territorio, di cui tutti sono orgogliosi e fieri, perché è un valido "biglietto da visita" per il mondo esterno, che consente di far conoscere l'Alpago come una delle zone naturali più belle della Penisola, e quindi foriero di una movimentazione di persone positiva ai fini culturali, turistici ed anche di stimolo per rafforzare l'impegno alla tutela e conservazione ambientale. 

Il fatto che su quel circuito, per quasi tutta la seconda metà del prossimo luglio, pedaleranno i più forti biker per contendersi il titolo del "migliore d'Europa" delle varie categorie in gara; che questi atleti saranno applauditi e supportati da migliaia e migliaia di appassionati spettatori provenienti da tutto il Vecchio Continente; che le loro performance saranno intercettate dalle telecamere per poi essere proposte alla visione di milioni di persone in tutto il mondo; ebbene tutto ciò è il riconoscimento più importante a questo "impegno collettivo" di tutti noi residenti. Un impegno che, ripetiamo, assume significati socio-culturali che travalicano lo sport, e ci rendono orgogliosi di appartenere al nostro territorio, non in modalità "chiuse" ma aperte al mondo intero. Certamente un esempio da seguire e da riproporre in tanti altri campi delle attività umane. Soprattutto nel nostro Paese!