Storia


La MTB Alpago La nostra Società è nata a fine anni ottanta: un gruppo di amici, uniti dal comune interesse per la mountain bike, disciplina nascente del ciclismo, decise di costituire un club ed affiliarsi alla Federazione Ciclistica Italiana, stimolati dal desiderio di seguire finalmente "da dentro" un fenomeno sportivo fino a quel momento molto idealizzato dalle riviste americane, sul quale "…si era molto sentito dire", ma di cui si conosceva ben poco, tranne il fatto che veniva praticato in ambienti naturali, tra le montagne, nelle campagne, in mezzo ai campi. Vivendo in una zona ove la "natura" è l'elemento principe della nostra esistenza (e sulla quale sono fondate la maggior parte delle nostre attività, anche in termini di sviluppo e di economia) l'approccio con la mountain bike per noi dell'Alpago non poteva che essere spontaneo, se non addirittura ovvio. Tra l'altro, a cavallo tra fine anni 80 e primi anni 90, questa meravigliosa disciplina "off road" iniziava il suo "cammino ufficiale" nel movimento ciclistico nazionale ed internazionale: ricordiamo che il 1988 fu l’anno in cui si svolsero i primi Campionati Nazionali della specialità (a Bassano del Grappa); due anni più tardi furono organizzati i primi Campionati del Mondo (a Durango, nel Colorado, USA). L’anno successivo è stata la volta dei Campionati Europei. La MTB Alpago, nascendo in questo contesto "storico -sportivo", ha quindi percorso in modo parallelo tutta l'evoluzione della mountain bike, diverse volte da spettatori o da utenti, ma altrettanto spesso da protagonisti diretti, assumendoci in tali occasioni anche impegni di particolare valenza tecnica ed organizzativa: ad esempio nel 2001, dopo aver organizzato per anni prove regionali e provinciali, abbiamo avuto assegnati dalla FCI i Campionati Italiani Assoluti. Negli anni successivi, 2002, 2004 e 2005, la nostra gara "ammiraglia", la Mtb Alpago Trophy, è stata prova degli Internazionali d'Italia (nel 2002 e nel 2005 addirittura come prova finale). Nel 2006 abbiamo avuto l'onore di organizzare i Campionati Europei di MTB e di Marathon. Ed ora, quest'anno, siamo di nuovo coinvolti - stavolta come penultima prova - nel sopracitato Circuito italiano degli Internazionali. C’è poi una “perla finale”:  da alcuni mesi, in sinergia con un'altra località bellunese, il comprensorio del Nevegal, stiamo lavorando per raggiungere l'obiettivo di organizzare nel 2012 i Campionati del Mondo. In questa ambiziosa impresa abbiamo a fianco una intera provincia, quella di Belluno e una intera Regione, il Veneto. E' un traguardo che vorremmo "tagliare vittoriosi", davanti alle tante altre sedi concorrenti che sono sparse in Europa e nel mondo, e ci auguriamo vivamente che nel prossimo mese di settembre l'Unione Ciclistica Internazionale possa decidere in tal senso. Vogliamo poi evidenziare un altro aspetto che caratterizza il nostro rapporto con la mountain bike: l’interesse che dedichiamo al ciclismo fuoristrada, infatti, non si limita alla sola organizzazione di competizioni ed eventi agonistici, ma è fondato su una visione molto più ampia che, pur avendo nel segmento sportivo l’elemento di maggiore di visibilità, coinvolge in modo diretto anche gli altri diversi aspetti (culturali, ambientali, sociali, turistici ed economici) che sono propri di questa meravigliosa specialità delle due ruote. In questo contesto rientrano due iniziative che contiamo di rendere esecutive entro pochi mesi:  la prima, già in avanzata fase esecutiva, riguarda il Circuito permanente di MTB (con relativa pista di allenamento e parcheggio attrezzato) in località “Monte Cavallo”: dovrebbe essere realizzata entro la primavera del prossimo anno. La seconda, che ci auguriamo veda la luce non oltre il 2010, concerne la realizzazione del Museo della Mountain Bike: si tratta di un progetto sportivo-culturale a 360° (con aree espositive, laboratori ed officine sperimentali, biblioteca, fototeca, cineteca e videoteca, aule didattiche e sala conferenze, nonché attrezzati spazi all’aperto) che si pone l’obiettivo di diventare un centro di eccellenza internazionale per lo sviluppo e la promozione della MTB. Questi due obiettivi, assieme a quello della candidatura mondiale 2012, sono molto ambiziosi, ma siamo fiduciosi nel risultato positivo di queste imprese, poiché ci sentiamo sostenuti da tutti i soggetti (Amministratori pubblici, Enti privati, mondo dell’Industria e del Turismo, le realtà commerciali, la stessa popolazione residente) che fanno parte del nostro territorio, quel “meraviglioso lembo di terra” che si chiama l’Alpago e che, in modo così spontaneo e naturale, sembra essere “luogo ideale” per la mountain bike. 


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